Scritto da 12:51 Napoli, Non solo vino

Casatiello e vino: 5 abbinamenti d’autore

Non c’è Pasqua in Campania senza casatiello e che sia grasso e grosso come tradizione comanda. Ci vuole la ‘nzogna, come si dice a Napoli, lo strutto. E poi lievitazione lunga, uova fresche e pepe macinato al momento.

Ciascun fornaio ha la propria ricetta. Abbiamo scelto 5 casatielli d’autore e chiesto ad altrettanti wine lover di suggerirci l’abbinamento perfetto.

Eccoli, buona degustazione

La Tradizione di Vico Equense all’impasto viene aggiunto kéfié di bufala che aiuta la fermentazione, nella farcitura non mancano un po’ di ciccioli di maiale. Il Panificio Grieco a Napoli sforna casatielli da oltre 70 anni e il segreto – dicono –  è un pepe importante. A Gragnano Massimiliano Malafronte raccomanda una lievitazione lunga mista di lievito naturale e di birra e per la farcitura utilizza prosciutto crudo di Parma, salame napoletano artigianale, mortadella Bologna, pancetta arrotolata speziata e pepata, formaggio asiago stagionato, grana padano sia a pezzi che macinato. I fornai di Squisito a Sant’Anastasia usano solo lievito madre per una lunga lievitazione che dona all’impasto leggerezza e fragranza, la farcitura è all’insegna dell’eccellenza. Artigianale e come tradizione vuole è il casatiello di Sciardac a Bacoli che consiglia di riscaldarlo in forno per 10 minuti prima di mangiarlo.

Casatiello di La Tradizione di Vico Equense – Napoli

Ma veniamo agli abbinamenti.

Licia Granello, giornalista e food writer

“Casatiello mon amour! Sono una donna dai gusti salati. Mi inchino davanti alla pastiera, ma adoro il mix goloso&carnale della torta rustica pasquale. L’abbinamento è meno scontato di quanto sembri perché le uova sparigliano il gusto, andando oltre il tandem formaggio&salumi.

La frizzante facilità di una Freisa, di un Lambrusco potrebbero non bastare. Perfino un magnifico metodo ancestrale come quello di Cantina della Volta rischia di non farcela. Allora volo alto e scelgo due vini strepitosi per complessità e freschezza: il Verdicchio Villa Bucci 2016 e lo Champagne L’Antidote 2013. Lo so, sono bottiglie di un certo peso. Ma è la legge degli opposti, un abbinamento in stile Miseria e Nobiltà.”

Casatiello del Panificio Malafronte di Gragnano – Napoli

Ciro Salvo, pizzaiolo

“Sono sempre molto indeciso perché l’acqua idrata, non copre il gusto del casatiello e non aggiunge calorie, l’acqua frizzante soprattutto sgrassa anche la bocca e ti fa gustare il casatiello a 360 gradi ma il vino alla fine è sempre quello che ha la meglio. Mi piace accompagnarlo con un Gragnano e precisamente con Ottouve di Salvatore Martusciello.”

Casatiello di Squisito Food Sant’Anastasia – Napoli

Pino Esposito, sommelier

“l vino che consiglio è il Piedirosso dei Campi Flegrei, Colle Rotondella, di Cantine Astroni. Casatiello e piedirosso è un connubio perfetto, una sintesi, un distillato di napoletanità.
Cibo e vino della gioia, della convivialità e dell’allegria, il casatiello da mangiare in piedi e con le mani con la sua parte grassa e pepata, si allea magistralmente alla freschezza, all’acidità sgrassante del Colle Rotondella, che può essere servito fresco, anzi freddo, anche a 8-10 gradi perchè la parte tannica è molto contenuta.”

Casatiello del Panificio Grieco Napoli

Salvatore Cautero, charcutier

“Cibo povero, vino prezioso. Al casatiello mi piace abbinare un Coteaux Champenois e precisamente Mareuil Rouge di Philipponnat: 100% Pinot Noir proveniente esclusivamente dal secolare terroir della Maison a Mareuil-sur-Ay, nella località denominata “Valofroy” situata appena sopra Clos des Goisses. Affinamento in botte grande per 24 mesi, millesimato 2015.”

Emanuele Labagnara, sommelier

“Il vino che berrò a Pasqua per accompagnare il casatiello è Pashkà di Casebianche.
È un rifermentato in bottiglia ottenuta da aglianico e barbera, fatto a Torchiara in Cilento. Ho scelto questo vino perché è un vino facile da bere, ma non banale, sa di festa, allegria e convivialità, proprio quello che manca un po’ a tutti in questo periodo.”

(redazione)

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