Scritto da 17:18 Non solo vino

Festa a Vico 2024

Se ventuno edizioni vi sembran poche. Torna anche quest’anno Festa a Vico, il format inventato da Gennaro Esposito e diventato negli anni uno degli appuntamenti rituali dell’alta gastronomia campana.
Raccontare il principio ispiratore della tre giorni, in programma dal 10 al 12 giugno, non è semplice. Per l’edizione 2024, Esposito ha preso in prestito Pino Daniele (“Dove tutto ha senso, c’è sentimento”), cucendo il concetto addosso alla festa.
C’è sentimento nello scoprire la ricchezza culinaria del nostro territorio nel condividere con centinaia di persona la passione per il cibo nello stare assieme e sostenere concretamente una buona causa nello scoprire la creatività di grandi chef italiani e internazionali nel brindare consapevolmente degustando eccellenze enologiche.

Non è una spiegazione esaustiva, ma avvicina alle tematiche della festa. A cominciare dalla presenza di alcuni tra i maggiori protagonisti della cucina d’autore, italiani e stranieri. Il mondo entra di prepotenza nel calendario dell’evento, grazie a chef come l’argentina Narda Lepes, tra le migliori cuoche dell’America Latina, Christophe Pelé, executive chef de Le Clarence di Parigi, lo sloveno Tomas Kavcic, vulcanico patron del ristorante stellato Pri Loizetu, e il sushi master Katsu Nakaji dell’Hatsune Sushi di Tokyo. E poi Pino Cuttaia, i fratelli Cerea, Domenico Candela, Andrea Aprea, Giancarlo Morelli… Un profluvio di stelle Michelin a firmare la cena di gala che lunedì aprirà le danze, ma anche Il cammino di Seiano, passerella ad alto tasso gourmand in riva al mare in programma nella serata di chiusura.

L’alto e il basso. Dove il basso è forse meno luccicante ma altrettanto divertente e goloso, come nella serata di martedì, battezzata La Repubblica del Cibo, con duecento chef pronti a declinare lo street food nelle vie centrali di Vico Equense. E poi tavole rotonde e interviste, la Cena delle promesse – dove saranno impegnati tredici futuri super chef – e tante degustazioni.
Il vino, infatti, insieme alla presenza straniera è l’altra vera novità della festa. Gennaro ha voluto rimarcare il legame indissolubile che la cucina d’autore ha stretto da sempre con le etichette di qualità.

Certo, negli anni gli abbinamenti “altri” si sono moltiplicati, dalle birre ai succhi fermentati. Ma il vino resta centrale nella visione gastronomica del cibo. Per questo, nei tre giorni di Vico ci sarà spazio per masterclass di alto profilo. Sul palcoscenico i bianchi vintage e i vini vulcanici, ma anche Piemonte vs Sicilia, una carrellata sui bianchi da vitigni antichi e una rapinosa verticale di Terlano. In quanto ai/alle sommelier, guidati dai tre Master of Wine italiani Gabriele Gorelli, Andrea Lonardi e Pietro Russo, avranno a disposizione lo spazio Quel vino a Vico e un talk dedicato, Quell’abbinamento a Vico, dove racconteranno i loro abbinamenti del cuore.

Tutto questo e molto altro, dentro la festa. Con un denominatore comune, la beneficienza. Come ogni anno, grazie alle sponsorizzazioni in grado di coprire i costi di organizzazione, l’intero incasso andrà a onlus e fondazioni benemerite. Motivo in più per esserci, numerosi e golosi. Nei prossimi giorni, sul sito Festavico.com saranno pubblicati i link dove prenotare gli eventi.

Guai ai ritardatari!

Il Programma

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