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Intervista a Michela Muratori – Villa Crespia

Michela Muratori_Wineandthecity

A tu per tu con i produttori 5 domande a Michela Muratori

Michela Muratori è il volto femminile dell’azienda franciacortina Villa Crespia che gestisce insieme al padre e ai fratelli. Madre di due bellissimi bambini, Michela inizia a lavorare nell’azienda di famiglia nel 2007, quando dopo aver vissuto a Londra e Dublino torna a casa dopo una laurea in lingue e letterature straniere e un Master in Marketing alla Dublin City University . In azienda si è occupata sempre un po’ di tutto, oggi il suo ruolo principale è quello di Brand Ambassador ma in realtà, come lei stessa dichiara, è più un “factotum”. Trascorre infatti molto tempo in cantina a seguire la produzione e tra le vigne ad osservarne l’evoluzione

Il tuo vino del cuore tra quelli prodotti e perchè
Tra i nostri 10 Franciacorta scelgo senza dubbio NumeroZero Villa Crespia Franciacorta Dosaggio Zero (100% Chardonnay) perché è il primo vino che abbiamo prodotto quando è nata l’azienda vent’anni fa, il primo presentato a Vinitaly e quello che meglio concretizza l’idea di racconto della Franciacorta secondo la mia famiglia. Dosaggio Zero per noi vuol dire non solo senza zucchero, ma senza aggiunta di liqueur in fase di sboccatura al termine del lungo processo di affinamento sui lieviti. Il rabbocco, una volta eliminato il deposito prodotto in fase di seconda fermentazione alcolica in bottiglia, lo facciamo con lo stesso vino nel caso dei nostri Dosaggio Zero. Dosaggio Zero è il racconto più diretto e trasparente del terroir.

NumeroZero Villa Crespia Franciacorta Dosaggio Zero (100% Chardonnay)

 

Il vino che vorresti produrre
Dalla vendemmia 2020, abbiamo scelto la collaborazione con una persona davvero unica: il dott. Riccardo Cotarella. Pur essendo assolutamente soddisfatti dell’attuale qualità dei nostri Franciacorta, sentivamo il bisogno di qualcosa di più, di nuovo, di diverso che ci riuscisse a caratterizzare ancora meglio con i nostri Franciacorta. Per questo mio papà Bruno e mio zio Giuliano hanno interpellato me, mio fratello e i miei cugini ed insieme abbiamo condiviso questo cambiamento epocale di Villa Crespia. Il vino che vorrei produrre è il Franciacorta che sarà in commercio nel 2023 quello della prima vendemmia fatta con il dott. Cotarella.

Muratori_VillaCrespia_Cotarella

Un aneddoto della tua vita in azienda che ti ha segnato in modo particolare
Ho risposto altre volte in passato a domande simili a questa con risposte varie e diverse.
L’esperienza più attuale che ho in mente riguarda però come abbiamo vissuto le nostre vigne io e i miei bimbi piccoli: Orlando di 1 anno e Giovanni di 3. La vigna per noi è stata davvero salvifica, sia nel primo lockdown (quando ero incinta di Orlando) sia nel lockdown. E’ stato un rifugio dove scatenarsi a giocare e correre tra i filari, quando anche i parchetti erano chiusi, quando tutto era chiuso. La vigna/la natura ha continuato a crescere e rinascere con la sua perenne calma e costanza, anzi lo ha fatto ancora meglio per il minor inquinamento legato al traffico stradale ed aereo ridotto dei mesi di lockdown. La vigna ci ha aiutato davvero tanto a sopravvivere questo momento e come famiglia di viticoltori ce ne siamo ancora di più legati ed appassionati. Villa Crespia possiede 54 ettari di vigna Chardonnay e Pinot nero dislocati in punti molto diversi e distanti della Franciacorta, sono luoghi davvero belli e rilassanti e mi sento davvero fortunata a poterli vivere con assiduità. Oggi ci arrivano richieste di visite in cantina tutti i giorni, ma la cosa più bella da fare in questa stagione dell’anno è una gita tra i vigneti che sono a Adro, in Colzano che è la zona di campagna tra Adro e Capriolo dove c’è il vigneto Fornaci, poi a Capriolo a fianco del ruscello Miola, ancora nel cuore di Adro col vigneto di Favento immerso tra bosco e uliveto e poi a Cremignane vista lago d’Iseo.

Il momento del tuo lavoro che ami di più e perché
Il momento più bello è quello della maturazione della vigna. Seguire la stagione vegetativa nel vigneto, vedere il pianto della vigna a marzo poi vedere che si riempie di foglie e poi i fiori, i grappoli… fino alla vendemmia: è la parte più affascinante del mio lavoro. Tutto dipende dalla natura, che è selvaggia e feroce, dà tantissimo ma prende altrettanto, come e quando vuole.
Essere viticoltori biologici ci aiuta a vivere la vigna in maniera più assidua perché le malattie del vigneto vanno quanto prima prevenute dunque la vigna “va camminata” assiduamente ed osservata con minuzia ed intelligenza

Se non avessi fatto la vignaiola cosa avresti voluto fare?
L’altra mia passione è sempre stata la moda. Avrei adorato fare marketing (ciò che ho studiato con il mio master alla Dublin City University) in una grande azienda di moda italiana come Prada o Gucci per poi magari calarmi in una realtà più piccola ed artigianale ma di altissima qualità. Poi però ho iniziato a fare corsi sul vino e a girare cantine e naturalmente la scelta è stata quella di “provare” nella cantina di famiglia. Ho iniziato nel 2007 e non ho mai cambiato da allora.

 

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