Scritto da 13:26 Personaggi, Storie di cibo

Ischia, la spiaggia diventa gourmet con Emmanuel Di Liddo

C’era una volta un ragazzino innamorato del buon mangiare. Nascere e vivere a Ischia aiuta: l’orto degli antichi Romani è una tale dispensa a cielo aperto…

Materie prime magnifiche e poderosa tradizione culinaria, sapientemente impastate da mamma Adriana, gran cuoca, hanno fatto il resto. Da lì a decidere di frequentare l’Istituto Alberghiero, per Emmanuel Di Liddo è stato un attimo. Ha studiato e viaggiato, Emmanuel. E ha avuto maestri eccellenti, su tutti il tristellato altoatesino Norbert Niedekofler, grande interprete della cucina di montagna. Che significa scavare nei sapori nascosti di ingredienti spesso severi: un bell’esercizio di affinamento del palato e delle tecniche. Dopo San Cassiano, Londra e poi Montecarlo, Dubai, Singapore: una palestra formidabile per un cuoco in formazione. Così, a un passo dal compiere i quarant’anni, l’ex ragazzino, oggi responsabile della cucina del “Fugà” – il ristorante gastronomico del meraviglioso parco termale Negombo di Ischia – comincia ad annusare seriamente il profumo inebriante della stella Michelin.

Se la meriterebbe tutta. Certo, sarebbe più facile conquistarla se potesse proporre la sua cucina a pranzo e cena. La sera, infatti, la cucina del Fugà è dedicata ai soli clienti dell’Albergo della Baia, l’hotel interno al Negombo…Assegnare tre stelle a Nino Di Costanzo (bistellato col suo Danì Maison), due stelle a Pasquale Palamaro – monostellato al ristorante Indaco dell’hotel Regina Isabella – e una stella a Di Liddo sarebbe il giusto riallineamento della piramide gourmand ischitana, che oggi non rende giustizia ai suoi protagonisti. Il tutto, in attesa della presentazione della nuova edizione italiana della “Rossa”, fissata per il 14 novembre in Franciacorta.

Nel frattempo, Di Liddo mette anima e corpo nel progetto Fugà, tra proposte super golose e una speciale attenzione ai dettagli, che siano i piatti – molto belli – o gli snack, deliziosi e mai banali. Una dedizione assai costosa in termini di benessere psico-fisico, se è vero che la bilancia ha da tempo lanciato l’allarme. Avendo messo in piedi una brigata sala-cucina giovane e compatta, con cui condivide gioie e dolori, i collaboratori hanno deciso di metterlo sotto tutela culinaria.

Lui, da parte sua, ha giurato a che a fine stagione si rimetterà in sesto, per affrontare il prossimo anno con addosso molti kg di meno e l’obbiettivo dichiarato di fare del ristorante adagiato su una delle spiagge-culto di Ischia l’approdo preferito non solo per i clienti “di terra”, ma anche per i turisti che si godono l’isola in barca.

Terrestri o marini che siano, gli appassionati hanno imparato da tempo le coordinate della cucina di Emmanuel: densa di gusti, originale, generosa, facile da amare, dal sandwich di scampi cotti e crudi alla declinazione di coniglio, dai tortelli alla crema di bufala e gamberi alla ricciola alla pizzaiola, su su fino al babà al tè Matcha. Con la speranza per il patron Paolo Fulceri Camerini di poter dire un giorno che al Negombo è nata una stella.

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