Scritto da 13:30 Viaggi

Taki Off: la formula creativa della cucina di Andrea Fusco

Chef Andrea Fusco con la brigata (6)

Nel cuore di Roma, in Piazza Cavour, c’è un indirizzo che ci ricorda che in cucina come nella vita, due ingredienti che non dovrebbero mai mancare sono creatività e divertimento.

Qui, Onorio e Yukari Vitti, hanno affidato allo Chef Andrea Fusco, il compito di continuare la storia del loro ristorante. Andrea Fusco è noto nella scena gastronomica della Capitale: di grande esperienza e di sublime sensibilità, ha deliziato i palati romani alla guida della ristorazione del Giuda Ballerino! di Largo Appio Claudio, dove è stato premiato con la stella Michelin e nel tempo ha raccolto riconoscimenti importanti dalle Guide gastronomiche italiane, dimostrando da subito un talento e una passione decisamente fuori dal comune. Tra toni scuri, poltroncine in velluto ed eleganti soluzioni di design, ogni piatto esalta la bellezza dei profumi di due cucine che meritano di essere scoperte e conosciute in tutte le loro sfumature di gusto. Taki Off, diviene così un progetto che traduce in nuovi sapori l’incontro culturale della tradizione orientale con quella italiana, stabilendo però i confini.

Benvenuto della cucina (14)

La capacitò unica di Andrea Fusco, è quella di mettere insieme ingredienti che sorprendono il palato e la vistaper una esperienza di fine dining ben pensata e assolutamente non casuale. Questo approccio “personale” e creativo alla cucina si vede fin dal primo piatto dei quattro percorsi degustazione di cinque portate, nei quali Andrea Fusco si racconta. Il primo menu, i “Classici” propone i piatti più rappresentative del suo percorso come lo Spiedino di Gambero in pasta fillo, accompagnato da spuma tiepida di mortadella, il menù “Dedicato al mio amore” è una proposta di piatti raffinati che trascinano l’ospite nel calore dell’autunnocome la Fettuccina di castagne con farina di castagne, ragù di polpo, polvere di capperi disidratati, polvere di olive, bottarga di muggine e maionese ai pistacchi. Nel terzo menù “Quello che mangerei io” la tradizione italiana incontra quella giapponese, sottolineando il tratto della nuova esperienza che passa per la romanità, con piatti come le ostriche in tempura, cotechino e prugne caramellate al sakè.

Fake carbonara (1)

La novità è “Taki Off Lab”: un invito a comporre a proprio piacimento un percorso di degustazione, del menù è infatti possibile scegliere quattro o sei portate consigliate dallo chef. Si tratta di piatti più complessi come l’Uovo fritto nel panko cacio e pepe, baccalà, peperone crusco, caffè e teriyaki oppure i Fagottini di castagne e patate con brodo dashi affumicato e porcini. L’unica portata che resta immutata è il dessert, un cremoso alla nocciola e menta, gel di yuzu, salsa di thè macha, spugna di facioli Azuki, aria di vino di prugne.

Spigola tataki con frisella, pomodoro, olive e capperi con spuma di Bufala e aria di Hibiscus (2)

Da questi menù si possono poi anche scegliere i piatti in modo incrociato componendo il proprio personale menù. Sulla scia del divertimento è interessante la “Fake Carbonara”, un predessert in cui i sapori e le temperature della nota Carbonara, Regina dei primi di Roma, vengono trasformati in Spaghetti di soba, yuzo e lampone disidratato. Così tutto diviene il contrario di tutto: il caldo diventa freddo, la sapidità dolcezza, la ricchezza del sapore, freschezza. Taki Off è sinonimo di accostamenti mai banali, che creano bilanciamenti naturali, giochi di richiami e contrasto, attrazione cromatica. Delizia per gli occhi e per il palato!

Taki Off
Via Marianna Dionigi, 62 Roma

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