Scritto da 14:05 Wine News

“Vesbius” Lacryma Christi Riserva, tra mito e realtà

Alle pendici del Vesuvio, tra natura e storia, nelle sale del MATT – Museo Archeologico Territoriale di Terzigno – si è svolta a fine novembre la presentazione del Lacryma Christi Riserva DOC Vendemmia 2018 della Tenuta Le Lune del Vesuvio.

Luogo e scenografia perfetta per celebrare il connubio tra vino, arte e territorio. Quel legame ancestrale e indissolubile più forte del tempo. Alla presenza di giornalisti, operatori del settore e con la partecipazione del Sindaco di TerzignoFrancesco Ranieri e del Vicepresidente della Camera di Commercio di NapoliFabrizio Luongo, si è aperta la conferenza stampa per svelare la nuova bottiglia custode del nettare prezioso, “Vesbius” nome tratto da un famoso epigramma di Marziale “Hic est pampineis viridis modo Vesbius umbris, Presserat hic madidos nobilis uva lacus” in cui si celebra questa terra e le sue uve pregiate.


In apertura il dott. Andrea Forno, imprenditore e titolare della tenuta Le Lune del Vesuvio ha raccontato ai presenti la storia di passione e amore che caratterizza la Sua azienda da ben cinque generazioni, dalla sua tesi di laurea in economia e commercio sul “Marketing nel settore dei vini” che fu pubblicato allora da Veronelli, fino ai suoi ultimi successi tangibili con i riconoscimenti ottenuti dai vini Lacryma Christi del Vesuvio DOC bianco Janesta e il Lacryma Christi del Vesuvio DOC rosso Muscari che si sono aggiudicati quest’anno il prestigioso WineHunter Award Gold.

Una lunga tradizione familiare che custodisce da sempre l’amore per questa terra e per i suoi vitigni autoctoni, svolgendo un lavoro di amore e di rispetto rivolto alla ricerca e alla valorizzazione del territorio di Terzigno, di questa terra nel cuore del Parco nazionale del Vesuvio, a cui la famiglia Forno da sempre è legata.

Il racconto di Vesbius, delle sue peculiari caratteristiche tecniche di produzione e vinificazione, è proseguito con le parole dell’enologo dott. Raffaele De Martino, che cura e affianca l’azienda. Un vino che nasce da uve di altissima qualità, varietà autoctone coltivate a piede franco. Secondo il disciplinare sono state utilizzate 60% di uve Piedirosso e 40% di uve Aglianico, vendemmiate e vinificate separatamente. Dopo la fermentazione malolattica i due vini sono poi assemblati e affinati per 24 mesi in botte grande, per omaggiare e preservare le caratteristiche del territorio, custodirne i profumi…e “riposare in pace”. Durante questi mesi vengono attuati solo alcuni batonnage per “rimescolare” le fecce fini e conferire una maggiore morbidezza, estrazione e piacevolezza al palato.

Momento di grande fascino ed emozione è stata poi la prima degustazione affidata al dott. Gigi Brozzoni, curatore della guida Veronelli, con un’espressiva e poetica descrizione visiva, olfattiva e gustativa che ha affascinato tutti i presenti.  “Un prato fiorito con tutte le sue essenze floreali, tutto l’insieme di questo territorio perchè il vino non è mai soltanto una fotografia di un piccolo territorio ma una gigantografia dell’universo nel quale noi viviamo.” queste alcune delle sue parole definendo infine Vesbius “un grande vino”.

La serata è proseguita attraverso i suggestivi racconti in costumi d’epoca del Gruppo Storico Oplontino, preludio della degustazione aperta al pubblico insieme a un ampio buffet, e la visita della mostra “Pompei Oltre le Mura” protagonista nelle sale del Matt, un inestimabile patrimonio archeologico con i suoi preziosissimi affreschi e reperti rinvenuti nelle ville di epoca romana in cava Ranieri a Terzigno.

Di grande impatto e stile la label e il packaging affidati alla designer Annalisa Fusco, un lavoro nato da un attento studio storico e simbolico. Sull’etichetta le sfumature cromatiche che evocano gli affreschi, le microincisioni che riprendono i pattern delle ville antiche di Terzigno, un novilunio che rafforza il suo significato con la scelta di una lamina platino che va a contrasto con un simbolo di eccellenza: il serpente dalle tre teste, proprio come le volte che Terzigno è rinata dalle ceneri nere del Vesuvio. Sullo sfondo un cratere visto dall’alto che ci regala Vesbius con la tecnica della bruciatura. Una bottiglia austera, elegante e preziosa ne custodisce il nettare, contribuendo a designare il suo futuro successo.

Lacryma Christi Riserva 2018 si rivela un connubio potente tra mito e realtà…un’ebbrezza sensoriale senza confini.
Territorio, conoscenza della materia prima, personalità, sacrifico, tenacia, cura e storia, queste le parole chiave di Andrea Forno, che insieme alla sua famiglia partendo da questa terra fertile e nera, ha saputo esprimere in modo autentico in un vino di grande carattere e personalità.

Visited 7 times, 1 visit(s) today
Condividi

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti e inviti agli eventi sul mondo del Vino
Close Search Window
Chiudi