Scritto da 19:51 Non solo vino

Acciughe, sgombri e sardine: la Campania accende i riflettori sui piccoli pelagici

Riflettori puntati sui piccoli pesci pelagici, il pesce azzurro del mare nostrum che è prodotto prelibato e salutare, ricco di Omega 3, minerali – selenio, fosforo, ferro, iodio, calcio – e vitamine, specialmente A, D, B1, B2 e B12.

Da lunedì 4 dicembre parte il tour alla scoperta di questa importante risorsa della Campania: quattro giorni, fino al 7 dicembre, per conoscere meglio e da vicino tutto quanto ruota intorno a sarde, aggiughe, sgombri, comparto strategico per l’economica regionale. L’iniziativa rientra nel programma nazionale del Piano di Gestione per la pesca “piccoli pelagici” in Campania – GSA 10 – 5.68 del PO FEAMP 2014/2020 ed è finalizzata a salvaguardare e rilanciare la pesca tradizionale che in Campania – minacciata dalla pressione della pesca professionale e dai predatori naturali – non è solo reddito ma anche cultura.

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Tutelare e promuovere lo stock dei piccoli pesci pelagici significa infatti puntare i riflettori sulle comunità locali, sul patrimonio immateriale di tradizioni e saperi, sulla possibilità di un turismo alternativo ed esperienziale. Ma anche favorire una pesca sostenibile e un consumo consapevole.
Attraverso l’incontro con i pescatori, la conoscenza diretta della pesca a circuizione, la visita ai luoghi di produzione e conservazione di alici e sardine, nonché il confronto con chef ed esperti del settore, si viaggia lungo i territori costieri della Campania: dalla Penisola Sorrentina alla costiera cilentana, passando per la Costa d’Amalfi e la celebre Cetara, rinomata nel mondo per preziosa Colatura, Prodotto Agroalimentare Tradizionale.

Un’occasione per approfondire anche l’utilizzo in cucina di questi pesci, a torto considerati poveri, con gli show cooking di Peppe Guida, Stella Michelin di Vico Equense (il 5 dicembre), e di Gennaro Marciante, chef a Cetara (il 6 dicembre). Giovedì 7 dicembre si fa rotta verso Sud, per un focus sulla menaica, la millenaria tecnica di pesca, dell’antica Grecia, che consiste in una rete dalla maglia molto sottile, ancora misurata in palmi napoletani, che lascia sfuggire i pesci più piccoli selezionando quelli più adatti al consumo.

Foto courtesy ristorante Acquapazza

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