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Interviste ai produttori: Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini

A tu per tu con i produttori

5 domande a Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini, cresciuta in una famiglia toscana di produttori di Brunello di Montalcino , dopo essersi laureata in Storia dell’Arte Medioevale si immerge nel mondo del vino, con un approccio visionario e moderno. Nel 1998, infatti, dopo 14 anni di lavoro nell’azienda di famiglia, crea una propria azienda, dedicata alla produzione del Brunello dove lavorano solo donne. Casato Prime Donne di Montalcino, ancora oggi rigorosamente a conduzione femminile, e Fattoria del Colle di Trequanda nella terra dei grandi vini rossi toscani sono le due cantine dell’azienda Cinelli Colombini dove Donatella e il suo staff accanto alla produzione del vino si occupano tanto anche di accoglienza. Il  Movimento Turismo del Vino e Cantine aperte che tanto impulso hanno dato all’enoturismo nazionale sono altre due creature di Donatella sempre attenta alle esigenze dei consumatori di vino e dei turisti in genere. Dal 2016 è Presidente Nazionale dell’Associazione Donne del Vino

Il tuo vino del cuore tra quelli prodotti e perché
Si chiama Cenerentola ed è una Doc Orcia, una denominazione nata il 14 febbraio 2000 nelle alte colline, nel Sud della Toscana, fra i territori di produzione del Brunello e del Vino Nobile. La Doc Orcia nasce quindi con due sorelle maggiori più ricche e famose. Per andare alle feste reali a cui sono invitate le sorelle, la Doc Orcia ha avuto bisogno di coraggio e un pizzico di magia. Nella fiaba c’era la fata, nel caso del vino è arrivato un vitigno autoctono abbandonato da un secolo che si chiama Foglia Tonda e insieme al Sangiovese da origine a un vino potente, armonico e vellutato. Questo blend ha la struttura importante di un Supertuscan ma è totalmente toscano. Con la vendemmia 2015 il vino Cenerentola è arrivato alla maturità, ha superato, per la prima volta, i 90/100 sulla stampa internazionale e ha aumentato il numero dei suoi appassionati al punto che la mia cantina è rimasta per 6 mesi senza vino da vendere. A quel punto abbiamo capito che Cenerentola era diventata una principessa e ora il vino ha una piccola corona sull’etichetta

Il vino che vorresti produrre
Puntiamo al massimo: Romanée Conti La Tâche 

Un aneddoto della tua vita in azienda che ti ha segnato in modo particolare
L’episodio più conosciuto è quello che ha fatto nascere il Progetto Prime Donne dando il nome alla mia cantina di Montalcino e al mio Brunello più blasonato. Nel 1998 i miei genitori mi dettero due proprietà da ristrutturare insieme a del Brunello ancora in botte. Per curare questo vino cercai un enologo alla scuola di Siena dove mi dissero “per avere un buon studente ci vogliono anni di prenotazione” ma quando ripetei la domanda al femminile chiedendo una cantiniera mi dettero una lista di 9 nomi perché le donne non venivano richieste. La discriminazione divenne evidente ai miei occhi e decisi di avere una cantina con organico interamente femminile, la prima in Italia, per dimostrare che il grande vino dipende dal talento e non dai muscoli. A distanza di 22 anni credo di esserci riuscita perché esporto le mie bottiglie in 41 Paesi e ho 9 vini con giudizi sopra i 90 centesimi nella stampa internazionale.

Il momento del tuo lavoro che ami di più e perché
Mi piace incontrare persone di culture diverse con cui ho degli interessi in comune. Mi apre la mente.

Se non avessi fatto la vignaiola cosa avresti voluto fare?
La storico d’arte. Ho studiato oreficeria medioevale per 10 anni e tutt’ora adoro studiare e cercare l’autore e la data di esecuzione di dipinti e sculture.

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