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Intervista a Salvatore Ferragamo de Il Borro

A tu per tu con i produttori.
5 domande a Salvatore Ferragamo, CEO de Il Borro

Salvatore Ferragamo, nipote dell’omonimo fondatore della Maison, è oggi CEO de Il Borro, l’azienda vinicola toscana che il padre Ferruccio nel 1993 acquistò dal Duca Amedeo di Savoia-Aosta dopo averla affittata per tanti anni e che oggi gestisce insieme alla sorella Vittoria.
Mossi dall’amore per queste terre, Salvatore e il padre hanno svolto importanti interventi di recupero, dalla ristrutturazione del borgo medievale e delle altre strutture interne al Borro, alla sistemazione delle vigne, dando vita ad un’azienda che oggi è un perfetto continuum tra passato, presente e futuro.

Il tuo vino del cuore tra quelli prodotti e perchè
Il Borro, non c’è dubbio. E’ il primo vino che abbiamo prodotto, dopo aver ripristinato i vecchi vitigni ed impiantato di nuovi. Abbiamo fatto studi approfonditi del territorio per capirne la conformità e le proprietà di ogni terreno, così da impiantare quei vitigni che meglio avrebbero risposto. Oggi ad Il Borro vitigni autoctoni come il Sangiovese convivono con vitigni internazionali come il Merlot, il Syrah, il Cabernet Sauvignon. Il Borro è massima espressione del nostro terroir, un blend che rappresenta la nostra tenuta in tutta la sua complessità ed armonia. Il Borro IGT Toscana è un vino ricercato, sofisticato, elegante. Un blend di uve Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon che regala grande complessità e morbidezza.

Il vino che vorresti produrre
Il mio sogno nel cassetto, e non troppo, è un Cabernet Sauvignon realizzato con tecniche biodinamiche, applicate all’agricoltura biologica che già portiamo avanti dal 2015. Abbiamo fatto vari studi sull’utilizzo del “cavallo in vigna” ed abbiamo sperimentato i benefici da esso apportati alla terra. La terra, infatti, lavorata da una forza animale e non meccanica vede una migliore ossigenazione, perchè è proprio l’aria a dare vita alla terra. Permette così la proliferazione di microrganismi ed insetti di svariate specie e dà la possibilità all’acqua di essere assorbita con facilità, penetrando in modo uniforme. I trattori e la maggior parte dei macchinari pesanti dedicati alle vigne sono nemici della terra, l’aggrediscono schiacciandola e compattandola al punto che con il passare degli anni la rendono sterile.
La trazione animale è una risposta concreta a questo problema. Il cavallo sul terreno non solo è leggero, ma è anche una vita che attraversa un’altra vita e questo concetto lo trovo immenso.
Concludo sottolineando che tutto ciò permette di avere una coltivazione ad impatto, evitando completamente emissioni di C02 nell’ambiente e per un’azienda biologica ed attenta alla sostenibilità come Il Borro, tutto ciò è imprescindibile. La qualità del vino ne beneficia oltremodo.

Una delle vigne de Il Borro

Un aneddoto della tua vita in azienda che ti ha segnato in modo particolare
La presenza nel campo, o meglio nella vigna, è stato per certo un elemento non solo che mi ha segnato, ma che mi ha dato un nuovo imprinting nel mio essere e nel mio fare. Ho potuto vedere in prima persona cosa significa passare da un’agricoltura tradizionale ad un’agricoltura biologica, i benefici rilasciati alla terra e all’ambiente in generale. Essere sostenibili è qualcosa che ti tocca nel profondo e che permea ogni tua azione. La certificazione biologica, ottenuta nel 2015, è stato solo l’inizio di un percorso ben più ampio e non di certo un punto di arrivo. Oltre a mettere in pratica tutti i dettami dei disciplinari, abbiamo introdotto tecniche biodinamiche, come l’utilizzo del corno letame, dei sovesci, degli insetti predatori e della confusione sessuale. Abbiamo messo in pratica metodi per il recupero delle acque piovane e la loro immissione nel terreno per irrigare. Gli impianti fotovoltaici alimentano in gran parte le nostre strutture e producono 3 volte l’energia che consumiamo. Anche nel processo di confezionamento ed imballaggio in cantina, scegliamo materiali biodegradabili e naturali, da sostituire agli involucri in plastica. Sostenibile non è solo più pulito, è anche più bello e non a caso nella tenuta de Il Borro, di oltre 1100 ettari, parte di questi sono destinati alla flora locale, per ospitare le nostre api, principi dell’ecosistema stesso.

Il momento del tuo lavoro che ami di più e perché
Ancora una volta il contatto con la natura e con la terra. Adoro il momento della vendemmia e della raccolta delle olive, quando finalmente si raccolgono i frutti di un anno di lavoro. Amo questi momenti perchè mi permettono di mettermi in gioco in prima persona e cerco questi momenti proprio per essere al fianco dei miei dipendenti, di scambiare due parole con loro mentre raccogliamo l’uva, su come è andato l’anno, sulla dolcezza dei frutti e quant’altro. Un momento importante di scambio, che mi dà sempre gioia. Momenti che terminano sempre in un conviviale pranzo tra i filari delle vigne, o al frantoio con la classica fettunta, che ci piace condividere tutti insieme. Ultimamente ho aggiunto anche il momento della mietitura del frumento che in Toscana chiamiamo “battitura“; dall’estate scorsa abbiamo così iniziato la produzione di alimenti biologici derivati dai nostri cereali e grani antichi come pasta, farina e snack.

Il Borro, la bottaia

Se non avessi fatto il vignaiolo cosa avresti voluto fare?
Mi ritengo davvero molto fortunato a fare quello che amo e non riesco a vedermi lontano da Il Borro. Sono certo, però, che avrei fatto qualcosa legato al tema della sostenibilità in senso lato. L’opera di ripristino e valorizzazione architettonica messa in atto da mio padre al momento dell’acquisto de Il Borro, mi ha profondamente segnato. L’aver riportato in vita un borgo medievale semi disabitato dal quale tutti scappavano verso le opportunità offerte dalla città ed averlo reso un’attrazione per la quale i turisti vengono da tutte le parti del mondo, è per me motivo di orgoglio. Preservare le tracce della nostra storia e restituirle alle generazioni future credo sia un grande valore. Avrei cercato qualcosa da lasciare “in eredità” ai miei figli: un patrimonio culturale, storico ed ambientale inestimabile.

Il Borro,
52024 San Giustino V.no, Arezzo

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