Scritto da 12:00 Non solo vino

Tutto quello che c’è da sapere sul ghiaccio nei drink e qualche gadget imperdibile

Se pensate che il ghiaccio in un cocktail sia qualcosa di poco significativo vi sbagliate di grosso. Nella mixology moderna il ghiaccio è un vero e proprio ingrediente, da calibrare a seconda del bicchiere e della funzione che deve svolgere. E’ il ghiaccio a “fare buono” un cocktail esaltandone il gusto e mantenendo la temperatura giusta.

Più limpido sarà il cubetto di ghiaccio, maggiore sarà la sua qualità e non soltanto per una questione estetica: se viene prodotto con un’acqua altamente oligominerale, il ghiaccio manterrà più a lungo la temperatura senza sciogliersi e diluire il cocktail.
Le varietà di ghiaccio sono moltissime anche se il più utilizzato resta il cubetto, sia pieno che cavo, ed è quello maggiormente utilizzato dai bartender nella preparazione dei cocktail on the rocks.  C’è il cubetto che deve sciogliersi molto lentamente per non diluire l’alcool presente, o quello che invece deve abbassare rapidamente la temperatura e contribuire alla resa del drink.

Tra i diversi trend c’è anche il ritorno al cubo di ghiaccio intero da lavorare al momento, con la tecnica dell’ice carving, che richiede tempo, maestria nell’applicazione e attrezzature specifiche. Altra tipologia impiegata nella mixology è il crushed: ghiaccio spaccato in scaglie di piccole dimensioni, impiegato prevalentemente nella preparazione di frozen e pestati. Pe gli amanti dell’effetto scenograficoc’ è il ghiaccio secco composto da anidride carbonica pura: un piccolo cilindro dalla lunghezza e diametro irregolare (circa di 15mm). Questa tipologia di ghiaccio, a contatto con la superficie liquida,crea un effetto particolarmente suggestivo:una vera e propria nuvola di fumo.

Il mercato del beverage non è stato dunque a guardare davanti a questa tendenza e ha sfornato gadget e accessori casalinghi per gli appassionati e per i professionisti che vogliono offrire un servizio perfetto.

La macchina del ghiaccio express >da tenere a casa e portare anche in vacanza, “sforna” cubetti in quantità, di dimensioni differenti e di solito bucati al centro (per raffreddare rapidamente la bevanda o il drink visto che la superficie di contatto è maggiore). Ce ne sono alcune tra quelle professionali come la Hoshizaki, la Koenig o la Klarstein, che realizzano cubetti dalle forme più svariate: cava, piena, granulare, piatta, sfera, scaglie e così via.

Stampi per il ghiaccio> realizzati prevalentemente in silicone, sono disponibili nei formati più disparati. Cubi e sfere di grandi dimensioni sono i più richiesti dagli intenditori, perfetti per distillati e cocktail che non hanno bisogno di essere diluiti e raffreddati rapidamente. Tra le marche più richieste dai barman ci sono la Gin Brothers, Tolepeko la US Sense… davvero l’imbarazzo della scelta.

Il ghiaccio pronto >ci sono aziende come Ice cubespecializzate nella produzione e distribuzione in Italia e all’estero di ghiaccio puro certificato e pronto all’uso alimentare, realizzato attraverso accurati processi di filtrazione e depurazione. Sono disponibili sia i grandi formati per i bar che le versioni distribuite al supermercato.

Curiosità dal mondo.
A Stoccolma, nell’Absolut Icebar, tutto è fatto di ghiaccio, anche i bicchieri in cui sono serviti i cocktail. Al The Aviary, nel Mandarin Oriental di New York, in carta c’è un cocktail che prevede solo una sfera di ghiaccio servita in un bicchiere; al suo interno, però, viene iniettato con una siringa un mix di vermut, Campari e bourbon.

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