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5 Champagne per sopravvivere al lockdown

Un anno fa iniziava in Italia il primo lockdown. Oggi lo ricordo con 5 champagne che mi hanno tenuto compagnia lasciando un segno indelebile e che auguro a tutti di bere almeno una volta nella vita.

Li racconto perché si sono imposti per la loro personalità, per la bellezza e per la loro sconvolgente beva.

Les Longues Violes 2012

Les Longues Violes 2012
La prima volta che acquistai questo Champagne per la mia bottega, in Italia non so  quanti lo conoscessero e soprattutto quanti lo avessero bevuto. Beh, io ero tra quelli. Grande era la curiosità, grande era la voglia di berlo. In realtà ci sono volute più volte per arrivare a capire la sua vera identità, riconoscere per l’appunto Les Longues Violes. Un vino complesso, di un equilibrio incredibile e dalla beva travolgente.
Les Longues Violes 2012 di Georges Laval. È un Blanc de Noirs, assemblaggio di 90% Pinot Noir e 10% Meunier. Una parcella di 0,14 ettari di proprietà della famiglia Laval da molte generazioni, che non ha mai ricevuto ne erbicidi ne pesticidi, e dal 2004 non c’è stato alcun apporto di composti o fertilizzanti, insomma ci si è affidati a madre natura. Vecchie Vigne, il Meunier piantato nel 47 e il Pinot Noir nel 64 e nell 84. Si è aspettato che le viti più giovani raggiungessero i 30 anni e l’annata 2012 per produrre la prima annata. La 2012 ha regalato 1500 bottiglie di cui 500 sono state degorgiate a Novembre 2017 senza alcuna aggiunta di zucchero nel liqueur d’expedition, quindi dosage zero. In Italia poche decine di bottiglie, di queste buona parte a Napoli.

Sensuum Vertigo 2013

Sensuum Vertigo 2013 di Fabrice Gass, uno dei miei miti.
La prima volta che ho bevuto questo incredibile Champagne, è stato ad Epernay in un bistrot dove spesso vado a pranzo durante le mie incursioni in Champagne. Prodotto solo 5 volte, Sensuum è un assemblaggio di 55% Pinot Nero, 30% Chardonnay e 15% Meunier. Sosta sui lieviti per 5 anni e ha un dosaggio di 4 gr/lt. Del Millesimo 2013 sono state prodotte solo 550 bottiglie, meno di un centinaio per l’Italia… più della metà a Napoli. Berlo è come assumere energia allo stato puro.

Dosnon Millésime 2009

Dosnon Millésime 2009
Dosnon è una piccola e giovane Maison  a cui sono legato tantissimo. Fondata nel 2007, ho avuto la fortuna e la possibilità di visitare la cantina più volte, amore a prima vista per questi champagne che rappresentano fedelmente un territorio unico, l’Aube. Siamo nella parte più a Sud della Champagne. Il vigneto a dominanza argillo-calcareo su suolo kimmeridgiano dona al Pinot noir e allo Chardonnay degli aromi e sapori particolarmente ricchi che acquisiscono una finezza ed un fruttato straordinari. Qui vi parlo del secondo Millesimo prodotto, nella breve storia della cantina, il 2009. Il primo prodotto fu il Millésime 2008. Questa Cuvee viene prodotta solo quando si hanno uve straordinariamente buone.
Millésime 2009 è 100% Chardonnay, affinamento del vin Claire in botti dell Borgogna di secondo passaggio, sosta sui lieviti 10 anni, è un dosaggio zero. Champagne dalla beva convulsiva… purtroppo una bottiglia risulta poca sempre.

Henri Giraud Argonne Rose’ 2004

Henri Giraud Argonne Rose’ 2004
La Maison di Champagne Henri Giraud ha origini antiche, viene fondata nel 1625 ad AY. Oggi Champagne Henri Giraud è guidata dalla dodicesima generazione, Claude Giraud. L‘azienda oggi produce circa 260mila bottiglie.
Dal 1990 l‘utilizzo di barriques prodotte con legni della foresta di Argonne, situata a 60Km ad est di Reims, è entrata a far parte di tutte le Cuvée prodotte da Henri Giraud; perchè per Claude Giraud “anche le foreste hanno un terroir come le vigne“ e “non esistono grandi vini senza grandi legni“. Dal 2016 Claude Giraud ha completamente abbandonato la vinificazione in acciaio, le Cuvee saranno vinificate o in legno della foresta di Argonne oppure in anfore. Inoltre nessuna delle vigne da cui provengono le uve di Champagne Henri Giraud viene trattata con pesticidi. ARGÔNNE ROSE 2004 è stato prodotto per la prima volta nell’annata 2004 in sole 328 bottiglie, un solo tonneau! 100% Pinot Noir affina sui lieviti per 180 mesi e ha un dosaggio di 8 gr/lt.

Largillier

Dal 2012 Guillaume Selosse affianca il padre Anselme nel Domaine di famiglia Jacques Selosse, nel 2016 presenta per la prima volta un suo Champagne con il proprio nome. Anselme fa quasi storia a sé, è stato il primo a dimostrare che un vigneron poteva fare grandi vini, non solo il capostipite, ma il capofila di una categoria di piccoli-grandi produttori. Per non parlare del fatto che Selosse significa massima naturalezza in vigna, in cantina e in bottiglia, ma senza regole, senza schemi prefissati, senza certificazioni! La parcella “Largillier” di 3,37 ettari è situata nel comune di Villes-sur-Arce nel Aube. Impiantata esclusivamente in Pinot Noir, ha un’età media di 45 anni. Utilizzo di lieviti indigeni per la fermentazione alcolica. I vini maturano sui lieviti per tre anni prima di essere messi in bottiglia. Largillier ha un dosaggio di 4.5 gr/lt ed è stato sboccato a Settembre 2019. Sono prodotte 3500 bottiglie all’anno di cui 360 per l’Italia.

 

Matrice comune per tutti i 5 champagne, è la grande bevibilità, la freschezza del frutto, nonostante per alcuni la sosta sui lieviti sia lunga. Champagne moderni, che rappresentano in pieno la nuova strada intrapresa dai piccoli e grandi produttori, meno ossidazioni spinte per far posto ad una ventata di freschezza, insomma i tempi di bevuta si restringono sempre di più. La Champagne di oggi si beve come acqua!

(Salvatore Cautero)

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