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Chef Gaghi e la Cucina dei Fiori in cinque domande

Chef Gaghi Cucina dei Fiori

Si chiama Gaetano Di Maio, in arte chef Gaghi, e non è lo chef che ti aspetti. Le “pietanze” della Cucina dei Fiori non sono commestibili, sono bouquet di fiori e foglie pensati per esaltare al meglio gli ambienti interni ed esterni

Lo abbiamo conosciuto in occasione della sedicesima edizione di Wine&Thecity e oggi vi raccontiamo di Chef Gaghi e della sua Cucina dei Fiori, il regno delle composizioni floreali non convenzionali, “cotte” a puntino e servite in “piatti” di design.

Foto di Aurora Scotto di Minico

Come nasce la Cucina dei Fiori?
La Cucina dei Fiori nasce dalla volontà di raccontare il mondo degli arrangiamenti floreali come se fossero pietanze culinarie, quindi ad esempio la ricerca dell’abbinamento migliore tra le materie prime – foglie, radici, fiori – e il contenitore che sia classico o di design. Il tutto per impreziosire al meglio i nostri spazi esterni e interni.

A cosa è dovuta la scelta di utilizzare il lessico culinario in ambito botanico?
Il linguaggio è venuto fuori in parte per la mia passione culinaria. Non mi riferisco solo a gustare una buona pietanza, ma nello scegliere ingredienti delicati ed esaltarne il sapore senza che l’uno prevarichi sull’altro, realizzando manicaretti semplici ma che lascino un ricordo. In questo modo scelgo e consiglio ai miei clienti gli ingredienti ideali che sposino il loro gusto per adattarli al contesto e all’ambiente nella maniera più naturale.

Se dovessi scegliere una composizione che ti rappresenta quale sarebbe?
In tanti mi chiedono quale sia il piatto di battaglia della Cucina dei Fiori ma in realtà non ne ho uno vero che mi identifichi. Come tutti gli chef che si dilettano nello sperimentare e proporre sempre sapori nuovi dall’antipasto al dessert, anche sui fornelli della Cucina dei Fiori succede lo stesso nel realizzare bouquet colorati dal profumo di primavera, al comporre terrazzi accoglienti rispettando sempre il mood che ci identifica.

Nei tuoi lavori coniughi la natura al design, qual è il segreto per scegliere le giuste “pietanze botaniche”?
Traggo l’ispirazione da molteplici fattori: il design della natura, il pigmento che contraddistingue il fiore, la conformazione del singolo ramo, l’ambiente in cui devo impiattare, ma soprattutto il rispetto per tutto ciò che mi circonda. Il saper ascoltare un fiore, la crescita della pianta, la proporzione pianta vaso: questi fattori a volte si danno per scontati ma non lo sono.

Cosa pensi ti distingua dagli altri nel tuo lavoro?
Cerchiamo di fare la differenza nella scelta dei nostri ingredienti, partecipando a fiere internazionali e aggiornando il nostro modus operandi in base alle tendenze, con la possibilità di offrire allestimenti customizzati e gustosi pur rispettando il nostro timbro.

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